
Una delle più importanti risorse del Monte Amiata è la sua faggeta gestita per la maggior parte dal Consorzio Forestale Amiata e dalla Macchia Faggeta. Le faggete sono sfruttate per la produzione del legname e vengono tagliate e rinnovate secondo un rigido disciplinare, tanto da aver ricevuto la certificazione F.S.C., che ne garantisce una gestione e, di conseguenza, uno sfruttamento sostenibile. Negli ultimi anni molti appezzamenti forestali sono stati convertiti da bosco ceduo (bosco in cui i tagli vengono fatti ogni 15/20 anni) a bosco ad alto fusto. Grande rilevanza è stata data allo studio della biodiversità sia botanica che faunistica e, oltre alla gestione forestale per la vendita di legname e conservazione del bosco, ci si sta avviando verso un utilizzo del bosco sulla base di servizi ecosistemici, quali: salute, spiritualità, difesa idrogeologica e climatica.
Sull’Amiata c’è molta attenzione per il Forest Bathing, una pratica nata il Giappone intorno al primo decennio degli anni 2000. Per i “bagni in foresta” (questa è la traduzione dall’inglese all’italiano) su questa montagna ci sono dei luoghi specifici che si possono trovare seguendo dei sentieri. I visitatori possono essere accompagnati in questo percorso da guide ambientali, oppure intraprendere i percorsi in autonomia. Le tre aree prescelte sul versante grossetano dell’Amiata sono La Foresta delle Monache nel Comune di Santa Fiora, La Foresta della Contessa nel Comune di Castel del Piano e La Foresta del Guardiano a Seggiano. Queste tre superfici forestali sono quelle che meglio esprimono lo spirito del bosco amiatino e consentono di connettersi con la natura per una ritrovata energia. Altri luoghi dove poter praticare Forest Bathing si trovano sul versante senese della montagna, nel cuore della faggeta.












