
L’Amiata Gran Tour è un percorso di 170 chilometri che, come una matrioska contiene tanti tour più brevi da compiere in 3 giorni. Ogni percorso dona al viaggiatore un punto di vista unico sulle bellezze naturalistiche e artistiche del Monte Amiata.
Considerata sacra dai tempi degli Etruschi, questa montagna vide sorgere ad Abbadia San Salvatore un’abbazia benedettina seconda per importanza solo a Montecassino. Il richiamo spirituale dell’Amiata è evidente anche ad Arcidosso che, a fine ‘800, sull’altura del Monte Labbro, trovò in David Lazzaretti – soprannominato il cristo dell’Amiata – l’iniziatore del movimento giurisdavidico. In tempi recenti, poco distante dall’eremo di Lazzaretti è sorta anche un’altra comunità spirituale: Merigar West.
Una montagna, l’Amiata, che è anche di fuoco, con la sua natura vulcanica e le sue miniere che hanno trasformato l’economia di intere comunità al punto da renderle, a metà del secolo scorso, esemplari di un progresso a dimensione umana. Contemporaneamente è anche una montagna di acqua, con le imponenti sorgenti dell’Ermicciolo (Vivo d’Orcia) e di Santa Fiora, che alimentano il bacino idrico più ingente della Toscana.
I tour portano anche alla scoperta della vasta faggeta che lega gli amiatini a una storia incredibile, quella della Società Macchia Faggeta, risalente alla fine del ‘700. Duecentoventi capifamiglia, per evitare che Leopoldo II di Toscana confiscasse i terreni boschivi, riuscirono ad acquisire il bosco nominativamente, intestandolo ai 220 ceppi familiari.
I tour permettono di scoprire pittoreschi paesi come Seggiano, Castell’Azzara, Roccalbegna e centri più grandi come Castel del Piano e Piancastagnaio. Dalla vetta ai borghi i sentieri si snodano in un susseguirsi di panorami mozzafiato, in un contesto naturalistico senza eguali.











