Folclore e arte in un anello verde

La piccola pianura su cui si innalza Castel del Piano, circondata dai castagni e da una faggeta tra le più grandi d’Europa, ispira le lodi del borgo fin dal 1400, quando Papa Pio II ne decantò la bellezza e la tranquillità.

La sua storia antichissima è raccontata dai reperti risalenti al Paleolitico, alle civiltà appenninica ed etrusco-romana, ma è il Medioevo che ha lasciato la più vasta impronta nelle fattezze del paese.

Orgoglio del borgo è il Palio, che accende gli abitanti della passione per le contrade e per le tradizioni equestri con colori, costumi e sfilate; il Cinquecentesco Palazzo Nerucci ospita la Pinacoteca e il Museo Civico: quest’ultimo apre al pubblico una collezione d’arte di dipinti pregiati.

Intorno a Castel del Piano, le piccole frazioni che spuntano dal verde contribuiscono ad aumentare il fascino del paesaggio, come Montenero d’Orcia, che dal suo poggio osserva da sempre il panorama, e Montegiovi, citato anche in un sonetto di Cecco Angiolieri.

A coronare il tutto sono i profumi dell’olio e del Montecucco DOC, il vino locale che accompagna i migliori piatti amiatini.

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